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Hotel - La Storia - La Struttura

Hotel Ravesi - La Struttura

L’albergo è il risultato di un processo storico di trasformazione e ampliamento avvenuto nel corso dei secoli per mano della famiglia Ravesi. Dal primitivo nucleo abitativo dell’antico borgo risalente al 1870, nel dopoguerra, Peppino Ravesi costruì diverse case per uso domestico e casolari da adibire a piccoli opifici per la trasformazione dei prodotti agricoli ed ittici.

Oggi la struttura, completamente immersa nel verde dei suoi giardini, è stata riqualificata conservando l’architettura originaria dei luoghi, che la configura come tipologia abitativa unica. Sono state rispettate le modulazioni cromatiche originali, le caratteristiche costruttive fondamentali, quali i terrazzi coperti (u bagghju) contraddistinto dalla tettoia di travi in legno sorrette da massicce colonne (i pulera) e da una panca in muratura (u bisuolu) ricoperto di antiche piastrelle napoletane e siciliane di epoca ottocentesca. Nelle camere sono stati conservati gli antichi solai, riprendendo le travi in legno di castagno, nonché le mura costruite interamente in pietra lavica.

Così come era anticamente, i tetti dell’Hotel Ravesi, costruiti a terrazzo (u lastricu) per favorire la raccolta delle acque piovane, sono collegati alle cisterne tramite un sistema di pluviali in terracotta (i catusieri) ancora oggi presenti. In alcuni terrazzi è possibile notare, accanto alle cisterne, la cui imboccatura è ricavata da un'unica lastra di pietra munita di un piccolo incasso per il coperchio, una vasca di raccolta o un antico lavatoio per i panni (a pila).

Il grande giardino, posto in dolce pendio, è coltivato nel rispetto delle caratteristiche agricole dell’isola, una gamma variegata di alberi da frutto (limoni, peri, meli, fichi, viti, capperi, fichidindia ecc.) ed ortaggi.

Il bar dell’albergo e una piccola biblioteca sono ospitati all’interno di un antico edificio appartenete alla famiglia Travaglia. Il bar, infatti, è il frutto del fedele restauro di un antico palmento, mentre, nell’attigua biblioteca, è perfettamente conservata un’antica cucina eoliana, dove si possono ancora ammirare i cufulara, il forno a legna e le maioliche ottocentesche.

L’albergo, limitrofo alla chiesa dell’Immacolata, è direttamente collegato, tramite il giardino privato, all’omonima piazza, dove si trovano negozi, ufficio postale, bar, ristorante; e dista solo poche centinaia di metri dal piccolo porticciolo, dalla spiaggia di Punta Scario e dalla Banca.